Un'altra storia : dalla Romagna all'Alto Adige.



Sul quotidiano l'Alto Adige la cronaca di quanto avvenuto a Brunico il 3 agosto 2017

 

 

 



Dalla sinistra: Ida Marchetti , Presidente Associazione "Il Telaio", il Sindaco di Brunico (Roland Griessmaier)
Dante Pocchiesa, il Vicesindaco (Renato Stancher ), Gabriele Armuzzi (figlio di Guerrino)

 


Brunico 3 agosto 2017: Dante Pocchiesa ci viene incontro accompagnato dal nipote Robert Marchetti


Incontro con Dante Pocchiesa : Brunico 3 agosto 2017


Dante Pocchiesa (costretto dalla moglie ad esporre nel taschino della giacca la Medaglia d'Onore conferitagli il 2 giugno 2017 dal Presidente della Repubblica). Accanto: Gabriele Armuzzi, figlio di Guerrino



Al termine della presentazione del libro, conferimento a Dante Pocchiesa della "Medaglia - Città di Brunico" da parte
del Sindaco e Vicesindaco del Comune ( Roland Griessmaier e Renato Stancher )



http://www.gemeinde.bruneck.bz.it/de/aktuelles/mitteilungen-news.asp?news_action=4&news_article_id=594616



Stavolta Dante Pocchiesa non ha potuto dire di no al suo paese,
ai suoi concittadini, ai suoi famigliari.
E neache Gabriele (se Pocchiesa non avesse salvato suo padre, non sarebbe nato).
Da ultimo, pure io non ho potuto dire di no.

 

 

L'incredibile storia di Dante Pocchiesa (raccontata nel libro edito nel 2016) è finita...molto in ALTO.
La Medaglia d'onore - conferitagli da Presidente della Repubblica -
è il giusto riconoscimento ad un uomo che ha salvato vite umane
sia durante la Spedizione di Russia sia nel lager tedesco dopo
l'8 settembre 1943.

 

 


 

 

Articolo apparso il giorno 3 giugno 2017
sul quotidiano Alto Adige
(a firma Marco Pellizzari)

 



Bolzano 2 giugno 2017: Dante Pocchiesa con la Medaglia d'Onore conferitagli dal Presidente della Repubblica.
Accanto a lui con la fascia tricolore il Vicesindaco di Brunico, Renato Stancher


Bolzano 2 giugno 2017: a Dante Pocchiesa è stata appena consegnata la Medaglia d'Onore
conferitagli dal Presidente della Repubblica


Dal Corriere (d.R) 18 novembre 2016




Siamo in paese confinante e c'è chi vuole sapere : perchè non portare a conoscenza documentazione
che può permettere di approfondire il perchè di "certe" scelte comuni durante il Ventennio?


Alla Casa delle Aie.
Così hanno programmato e insistito.
Venerdì 18 novembre 2016





Questo “Diario di Armuzzi" è scritto a matita su di un piccolo
quaderno con la copertina nera e i fogli a quadretti.
Il figlio di Guerrino - conoscendo il mio interesse per la storia - me lo
ha consegnato perché gli “dessi un’occhiata”.

Il Diario merita di essere conosciuto:
1) perché offre una testimonianza umana di grande interesse: il travaglio di un
aderente alla Milizia Fascista che l’8 settembre 1943 scopre l’inganno di un
Regime che non aveva portato pane, lavoro, benessere, ma solo distruzione e morte;
2) perché permette di chiarire aspetti e circostanze finora poco approfonditi
sul trattamento degli IMI (INTERNATI MILITARI ITALIANI) in Germania.

Leggendo il Diario di Armuzzi, ci si imbatte, infatti, in pagine che suscitano
domande del tipo “Come mai?”- “Com’era possibile che...?” o sorprese: “Non
credevo che…; non sapevo che…; non avrei mai immaginato che...”.

Esempi:
1) Quando Armuzzi è fatto prigioniero dai Tedeschi l’8 settembre del 1943 , egli
ha 38 anni: età insolita per essere un combattente.
Come mai?
2) Armuzzi è una “camicia nera”, anzi “un fascista della Milizia”, eppure finisce
subito nel lager tedesco di Ziegenhain.
Come mai?
4) Gli INTERNATI - man mano che passano i mesi - godono di trattamenti più
favorevoli nonostante l’incrudelirsi della guerra con la Germania quotidianamente
devastata dai bombardamenti alleati.
Come mai?
5) Armuzzi, dopo un anno di permanenza nel Lager circondato da filo spinato,
da un giorno all’altro viene considerato con sua grande sorpresa “cittadino
libero”. Ma era il 9 settembre 1944 ! La Germania era in piena guerra e
assediata su tutti i fronti.
Come mai?
Da ultimo, Armuzzi annota sul suo Diario che egli dovette la sua salvezza/vita
ad un altro prigioniero (l'altoatesino Dante Pocchiesa ancora vivente ed abitante a Brunico).
E' sua la frase che figura in copertina:
"Di dove siete vecchio?".
A DANTE POCCHIESA è dedicato l'ultimo capitolo del libro.



Da sinistra: Dr.Andrea Foschi, Dante Pocchiesa, Armuzzi Gabriele; Ada (moglie di Dante).
Hotel ...Dante - Cervia pomeriggio del 9 giugno 2016


Sera del 9 giugno 2016: al centro Dante Pocchiesa (classe 1920) e il Vice-Sindaco Gabriele Armuzzi
(presentazione libro di Enzio Strada sul "Diario" del deportato Guerrino Armuzzi nel lager tedesco
dopo l'8 settembre 1943)



Gabriele Armuzzi ringrazia pubblicamente Dante Pocchiesa (il primo a sinistra, classe 1920) per aver salvato
la vita di suo padre Guerrino nel lager tedesco di Ziegenhain dove entrambi erano internati dopo l'otto settembre 1943.
Al centro il Sindaco di Cervia, Luca Coffari.

 



Sulla destra Dante Pocchiesa con Duilio Strada (autore del filmato- intervista a Dante
nel 2012 ed in parte utilizzato
per la pubblicazione del Diario di Guerrino Armuzzi)


http://www.romagnawebtv.it/2016/06/10/video-guerrino-armuzzi-il-diario-di-un-deportato-testimonianze-da-un-lager-tedesco/



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