Copertina Anno pubblicazione Descrizione
2018

Queste 544 pagine sono il frutto di una seconda "rivisitazione e selezione" delle decine di migliaia di documenti storici da me via via fotocopiati/ fotografati, "catalogati e salvati" su hard disk.
Essi mi avevano già permesso la pubblicazione , nel 2011, del Primo Volume sulle "Spigolature, Curiosità, Inediti" (vedi qui sotto).
Moltissimi documenti riguardanti Cervia e il suo territorio (comprese le frazioni di Pisignano, Castiglione, Villa Inferno, Montaletto, Cannuzzo...) sono stati "trovati" casualmente cercando altro in Archivi pure di Città lontane come Parigi e Londra.

Mi occupavo a Parigi di Letteratura e Storia Francese del 1600?
Ecco "saltar fuori" la Città del Sale per via di uno dei più grandi personaggi di quel secolo: Francesco Guidi Di Bagno, Vescovo e Cardinale di Cervia, in contatto con gli uomini più importanti del suo tempo come il Re Luigi XIII, Richelieu, Decartes (Cartesio) , Galilei , Rubens...

Al Public Record Office di Londra (l'Archivio di Stato Inglese) ricostruivo un "fatto" del nostro Risorgimento durante la Guerra di Crimea del 1853-55?
Ecco, imbattersi in ...Cervia per via di una evasione dalle sue carceri pontificie.

Ma è ovviamente "scartabellando"e "setacciando" le antiche carte degli Archivi di Stato e Diocesani più vicini (Cervia, Ravenna, Faenza, Cesena...) che ho "spigolato" la maggior parte delle "piccole/grandi" storie (più di 200) raccontate in questo volume.

Ciò che soprende è che la Storia di Cervia si presta a fare da "metodo a campione": nel senso che attraverso essa - "grazie" al suo indispensabile e preziosissimo Sale - si ha un quadro della Storia generale italiana degli ultimi 5 secoli: in termini di avvenimenti, di costumi, di modi di vivere e di sopravvivere (nascere, nutrirsi, curarsi, informarsi, scolarizzarsi, commerciare, amministrare , divertirsi, amare, lavorare, credere/non credere, farsi scomunicare e infine ... fare testamento...preoccupandosi del "buon" funerale e "dell'aldilà...).

presentazione libro: Piazzale Maffei, Torre San Michele. Cervia 30.8.2018
Clikka qui

Il regista Gianluca Nanni di Zirialab (con la collaborazione del Comune di Cervia-Milano Marittima) ha predisposto una serie di Video sulla Storia di Cervia, del suo territorio, della della sua gente.
Il 28 aprile 2020 ne è stato pubblicato uno che riporta parti di un' intervista-chiacchierata
ad Enzio Strada.
Vi si accenna al nome di Villa Inferno, di Ficocle, di Cervia e si racconta pure l'incredibile Storia di Giovanni Guidi Di Bagno, Vescovo di Cervia e Cardinale a Parigi, alla corte di Luigi XIII e di Richelieu (1629).
Informazioni più dettagliate su questo ultimo evento sono a pagina 22-28 di questo volume

Per il video, cliccare qui sotto

https://www.youtube.com/watch?v=3hCWRcokq6I&t=458s

 




2016

Il Diario di Guerrino Armuzzi nel Lager di Ziegenhain (cittadina nei dintorni di Kassel, in Germania) è un documento eccezionale; esso testimonia il dramma, anzi la tragedia di cui furono vittime i soldati italiani che l'8 settembre del 1943 scelsero di non più combattere a fianco dei Tedeschi.
Furono circa 800.000 i cosidetti IMI (Italiani Militari Internati) deportati e molti non fecero più ritorno.

Armuzzi si salvò grazie a Dante Pocchiesa: un altoatesino di cui - nell'ultimo capitolo del libro - è raccontata la terribile esperienza in terra di Russia durante la disastrosa spedizione dell'ARMIR.
Rientrato in Italia, Pocchiesa fu inviato sul fronte balcanico, fatto prigioniero l'8 settembre e deportato in Germania.

Armuzzi morì il 18 gennaio 1952, mentre Dante Pocchiesa vive ancora oggi (2016) a Brunico in provincia di Bolzano.
Il 9 giugno 2016 Dante Pocchiesa ha partecipato alla presentazione del Diario di Guerrino Armuzzi (vedere documentazione in "Novità" del presente Sito).

https://www.youtube.com/watch?v=pk5h1UdGWNg



2013 Seconda edizione 2013 del libro su Giovanni Pianori (sempre edito da Carta Bianca- Faenza).
Arricchita con altri documenti e con una Appendice
nella quale viene rievocata la terribile sorte di Senesio
(fratello del Brisighellino) nell'inferno della Caienna.

Dopo le prime presentazioni del libro (l'ultima il 20 dicembre 2013 presso la Pinacoteca di Faenza) l'incredibile vicenda di Giovanni Pianori detto il Brisighellino ( e dei suoi sette fratelli) sta, pian piano, uscendo dal dimenticatoio della Storia del nostro Risorgimento.

Le 5 puntate televisive - andate in onda a dicembre 2013 - sono ora su youtube (Le Cantine di Platone); se ne indica qui sotto il link per eventuali...curiosi: (CLICCARE)

https://www.youtube.com/results?search_query=enzio+strada
oppure "battere" Enzio Strada su youtube

La Rai-Radio3 Wikiradio il 20 agosto 2018 ha "trattato il Caso Pianori".La puntata si può ascoltare in Podcast al link:

https://www.raiplayradio.it/programmi/wikiradio

https://www.raiplayradio.it/programmi/wikiradio/archivio/puntate

https://www.raiplayradio.it/audio/2018/08/WIKIRADIO---Giovanni-Pianori--4b1388a7-f57e-4dab-b646-6c7fa9b29a48.html

 

https://www.raiplayradio.it/audio/2018/08/WIKIRADIO---Giovanni-Pianori--4b1388a7-f57e-4dab-b646-6c7fa9b29a48.html

 


2012

Il 6 settembre 2012 al Teatro Giardino di Brisighella è stato presentato il libro di Enzio Strada:

"Osare e Morire":GIOVANNI PIANORI detto il Brisighellino e la sua famiglia".

Editore Cartabianca-Faenza, pagine 300. Prefazione di Beppe Sangiorgi.

Ecco in sintesi il contenuto del libro:

" Giovanni Pianori detto il Brisighellino nacque il 16 agosto 1823 a S. Martino in Poggio, comune di Brisighella.
I suoi genitori, ebbero 15 figli: otto prima di Giovanni e sei dopo.
Nel 1838, la numerosa famiglia si divise: un nucleo rimase con il padre a Brisighella, e, l'altro (con la madre) si trasferì a Faenza dove le occasioni per far apprendere un mestiere ai figli erano più numerose.
Insieme col fratello Senesio, Giovanni fu avviato al mestiere di calzolaio presso la bottega di Sante Padovani: uomo integerrimo e profondamente religioso.
Il 16 gennaio 1845, Giovanni Pianori sposò la figlia di quest'ultimo, Virginia.
Il 3 maggio 1847 egli divenne padre di una bambina, Angela.

Di sentimenti repubblicani, il Brisighellino prese parte attiva alla Prima Guerra di Indipendenza nel 1848 e, a Roma, combattè con Garibaldi alla difesa della Repubblica Romana affossata dalle armi inviate da Napoleone III.
Da quel momento l'Imperatore francese fu considerato da tutti i patrioti un "traditore".
In effetti, da carbonaro e repubblicano quale egli era, Luigi Napoleone aveva partecipato in Romagna ai moti del 1831 e nel 1848 era stato eletto Presidente della Repubblica Francese da lui egualmente tradita con il Colpo di Stato del 1851.
Per i patrioti italiani e francesi un simile traditore e tiranno meritava la morte. Mazzini non ne faceva mistero perché era lui l'ostacolo all'avvento di un'Italia Libera, Indipendente e Repubblicana.
Il Brisighellino, nella primavera del 1855, si fece strumento di un piano ideato dall'esule genovese secondo il quale l'attentato a Napoleone doveva essere la scintilla per un moto di portata europea da cui sarebbe scaturita la nostra Unità Nazionale.
Sabato 28 aprile Pianori sparò due colpi di pistola (andati a vuoto) contro Napoleone III che, a cavallo, percorreva i Campi Elisi.
Immediatamente arrestato, Giovanni dichiarò subito la sua vera identità rifiutandosi però di fornire i nomi dei complici nonostante lo avessero sottoposto ad una falsa fucilazione nel tentativo di farlo parlare.
Una settimana dopo, lunedì 7 maggio, il Brisighellino subì un sommario processo:
a) non gli diedero l'interprete pur essendo evidente che il romagnolo conosceva pochissimo la lingua francese;
b) non gli fu preventivamente mostrato il contenuto dei documenti inviati erroneamente dalla Segreteria di Stato Vaticana e che non riguardavano lui, ma il fratello Senesio;
b) gli fu assegnato un difensore di ufficio che, invece di difenderlo, si comportò come chi dovesse sostenere "l'accusa;

La Corte di Assise di Parigi lo condannò a morte (la pena dei parricidi) mediante ghigliottina.
La sera di domenica 13 maggio 1855, Pianori fu trasferito dalla prigione della Conciergerie a quella della Roquette per esservi decapitato l'indomani mattina, all'alba.
Durante la notte, le Autorità gli promisero salva la vita se avesse fatto il nome dei complici.
Pianori non tradì nessuno; si limitò a dire: "Saprò morire".
Quando fu in cima al patibolo, egli gridò forte "Viva la Repubblica, Viva l'Italia".

Negli Scritti di Mazzini il nome di Giovanni Pianori ricorre molto spesso e sempre con molta stima per lo sfortunato romagnolo.
In una lettera al Direttore dell'Italia e Popolo del 30 giugno 1855, Giuseppe Mazzini gli rese onore con parole che egli raramente aveva usato: Pianori era stato capace "di osare e morire" (espressione ripresa nel titolo del libro di Enzio Strada).

Chi desiderasse conoscere qualcosa in più di questa incredibile "storia"può clikkare su
https://www.youtube.com/results?search_query=enzio+strada

I proventi del libro vanno esclusivamente a sostegno della fondazione "La Memoria Storica di Brisighella".

2011

Cervia, "Spigolature, curiosità, inediti" (dal 1500 al 1945), Ed.Risguardi, pag. 625.

Dopo la pubblicazione dei tre libri sulla storia di Villa Inferno e di Montaletto, nel mio Computer era rimasto un "grosso file" in cui per anni si erano accumulate spigolature, curiosità, inediti riguardanti Cervia negli ultimi cinque secoli. Parte di quel materiale documentale vede ora la luce in questo volume.
La Storia di Cervia e dei Cervesi ha tratti di originalità tale da non aver riscontro con nessuna altra Comunità : non solo romagnola. Merito/colpa del suo Sale? Merito/colpa di una Comunità che ha dovuto "inventarsi" (a volte furbescamente) la sopravvivenza?
Prima di tutto per la difficoltà immane di vivere in un ambiente tanto insalubre e dall'aria talmente acida da "corrodere il ferro e ridurlo in polvere", come scrisse nel 1700 il primo studioso di medicina del lavoro, Bernardino Ramazzini. Costui giustificò scientificamente i Cervesi che passavano per "voraces et bibaces" (mangioni e beoni) e dediti ad altri vizi inestirpabili ( giocatori, bestemmiatori, adulter...i) contro cui i Vescovi del 1500, 1600, 1700....lottarono invano.
Il nome di Cervia nel 1627 risuona alla corte di Luigi XIII (il Re di Richelieu e dei ..Tre Moschiettieri) quando Giovanni Di Bagno, Vescovo di Cervia, è rappresentante del Papa a Parigi; in quegli anni, la miseria a Cervia è tale che perfino dei sacerdoti rubano il sale e ne fanno commercio. Fu sempre in quel periodo (esattamente nel 1634) che maturò l'idea di spostare la città dov'è ora: cosa che, però, avverrà concretamente solo alla fine del secolo.
Le spigolature sono centinaia come le curiosità e pure gli inediti: questi ultimi riguardano ad esempio il periodo della dominazione francese ( Napoleone I) , il 1831 (anno del moto carbonaro), lo sciopero dei Salinari nel 1846, il cervese Adeodato Ressi ( eroe del nostro Risorgimento) , Eugenio Billi ( primo "Sindaco" alla caduta dello Stato Pontificio), le sovvenzioni a Garibaldi per la sua Spedizione dei Mille nel 1860...e così via.
Un Indice particolareggiato dei Nomi - in fondo al corposo volume - permetterà a molti Cervesi di trovare abbondanti riferimenti ai propri antenati.

La presentazione del libro ha avuto luogo il 26 agosto 2011 presso il Magazzino/Museo del Sale di Cervia. Sono intervenuti il Sindaco Roberto Zoffoli, Oscar Turroni per il Gruppo Civiltà Salinara, Gabriele Armuzzi per l'Associazione Germano Todoli; ha coordinato Renato Lombardi.

I proventi del libro contribuiranno a sostenere il Gruppo Culturale Civiltà Salinara e Associazioni di beneficenza.

 

2009

Il primo volume sulla Storia di Villa Inferno ha suscitato curiosità e domande su altri aspetti del nostro territorio : perchè le due strade più importanti del paese si chiamano Beneficio?Perchè a Villa Inferno la Scuola elementare è stata istituita per ultima rispetto a tutto il Circondario cervese? Perchè si è dovuto attendere il 1920 per vedere istituita una Parrocchia a Villa Inferno-Montaletto? Che origine ha avuto la leggendaria ricchezza dei Gend-Zamagna?...E via di seguito. Nel mio computer nel corsi di tanti anni si era accumulato abbondante documentazione (scritta ed orale) per rispondere.
Ecco il "perchè" di questo secondo volume di 336 pagine. Esso è stato presentato nel 2009 in occasione della apertura al pubblico della Chiesa di Sant'Andrea rimasta chiusa a lungo per lavori di consolidamento e di restauro curati dalla Sovrintendenza alle Belle arti e dall'Architetto Domenico Zamagna.

Erano presenti, fra gli altri, il Sindaco di Cervia, Roberto Zoffoli, il Cardinale Ersilio Tonini, Gabriele Armuzzi e Mario Stella della Associazione Germano Todoli.

N.B. Anche i proventi di questo libro sono devoluti in beneficenza.

2009 Nel corso delle persentazioni del libro su Villa Inferno, Enzio Strada ha fatto presente che molte pagine riguardavano anche la frazione attigua (Montaletto) perchè storicamente appartengono allo stesso territorio.(Ancora oggi le due Frazioni formano la stessa Parrocchia e fanno parte della stessa Circoscrizione (Consiglio di Zon).Saputo che nel mio Computer avevo centinaia di documenti su Montaletto che - anche per ragioni di spazio - non avevo utlizzato nel libro su Villa Inferno, sono stato pregato, sollecitato a scrivere una Storia specfica su Montaletto.Il libro è stato presentato nella primavera del 2009 sia a Montaletto Scuole che a Montaletto Chiesa.Il Presidente del Consiglio di Zona d'accordo con l'autore ha deciso di regalare una copia del volume ad ogni alunno della Scuola Elementare nel corso di un apposito incontro a cui hanno partecipato varie Autorità tra cui il Sindaco di Cervia, Robero Zoffoli.

N.B. Anche i proventi di questo libri sono stati devoluti in beneficenza.

2006

Duilio ed Enzio Strada, Gabriele Armuzzi, Vittorio Cicognani, Antonio Dallara organizzarono nel 2005 una "rimpatriata" di tutti gli originari di Villa Inferno sparsi in Romagna ed altrove.Fu un avvenimemto di grande successo: gente che non si vedeva da una...vita ebbero l'occasione di incontrarsi e rievocare "pezzi" di vita comune trascorsi su questo territorio a ridosso delle Saline di Cervia. Le poche foto racimolate suscitarono vivissima emozione ed enorme interesse. Qualcuno chiese al sottoscritto Enzio Strada di "stendere", cioè di scrivere una Storia del nostro piccolo paese dal momento che nel corso degli anni avevo racimolato ampia documentazione scritta (documenti d'archivio) ed orale (registrazione di interviste a persone anziane di Villa Inferno nate alla fine del 1800).E' nato quindi questo libro di 240 pagine, libro che è andato a ruba ed è ormai esaurito.

Enzio Strada ha deciso di mettere il testo su questo sito perchè sia a disposizione (gratuitamente) di chi eventualmente fosse interessato a conoscerne il contenuto.
(clicca qui per aprire e/o scaricare il file pdf del libro)

N.B. I proventi del libro sono stati interamente devoluti in beneficenza

2000

Giacomo Gessi detto Mino fu aggredito il 2 marzo 1924 dai fratelli Giuseppe ed Abele Faccani (quest'ultimo era Segretario del Fascio di Alfonsine - Ravenna e morì in seguito alle ferite riportate). Mino riuscì ad espatriare in Francia dove svolse attività antifascista insieme a personalità come Alessandro Pertini. Il Governo Francese negò sempre a Mussolini l'estradizione fino a quando i collaborazionisti di Vichy non lo consegnarono ai Tedeschi che lo internarono a Dachau dove Gessi finì in un forno crematorio il 6 febbraio 1945.Vicino a Nizza (a Cagnes-sur-mer) il nome di Giacomo Gessi figura sul monumento che i Francesi hanno innalzato a coloro che hanno speso la vita per la Libertà. Dopo la pubblicazione di questa biografia nel 2000, il Comune di Alfonsine gli ha dedicato una via ed ha inserito il suo nome in un monumento al'ingresso del cimitero locale.
Il Prof. Luciano Lucci ha subito utilizzato questa mia biografia di Mino sul sito di Alfonsine amplificando così la conoscenza di questo suo concittadino.

 

1984-85 La Cultura del Sale : L'opuscolo è il frutto di una esperienza didattica condotta nell'anno scolastico 1984-85 presso una Scuola della Provincia di Bologna (Ozzano dell'Emilia - S.M.S.Enrico Panzacchi) in collaborazione con la Prof.ssa Jolanda Donnini.
L'attività di compresenza - un'ora alla settimana - permise di "far lavorare" insieme due classi (II A - II D) su di un argomento interdidiplinare : il Sale: nella Storia, nella Lingua, nella Economia.
La ricerca ha toccato diversi "punti" specificati nell'indice.

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